Il modo in cui imprecano i bambini in Gran Bretagna e negli Stati Uniti: modi di dire inglesi per bambini

Il modo in cui imprecano i bambini in Gran Bretagna e negli Stati Uniti: modi di dire inglesi per bambini

Nonostante i genitori, la scuola e la società tutta insegnino che non sta bene rivolgere insulti verso gli altri, e anche se gli adulti cercano di non esprimere maledizioni o improperi quando sono in presenza di bambini, tuttavia i piccoli riescono comunque a recepire e a memorizzare parole non proprio belle e modi di dire offensivi. Sia in Italia che nei paesi di lingua inglese, i bambini rispondono per le rime a chi gli si rivolge in maniera aggressiva o, per primi, prendono in giro i loro coetanei. Per sapere cosa vuol dire ciò che ha detto, rivolgendosi a te, quell’adorabile ragazzino americano o britannico mentre eri lì in viaggio, usa la nostra guida per conoscere gli insulti dei bambini e padroneggiare gli slang inglesi.

 

Insulti e rime inglesi popolari tra i bambini

Liar, liar!

Pants on fire!

Si tratta di un divertente modo di dire teso a ridicolizzare qualcuno che ha mentito e che è stato scoperto. In inglese si suole immaginare che i pantaloni di chi ha mentito, ed è stato scoperto, vadano a fuoco.

Guess what?

Chicken snot!

Guess why?

Chicken pie!

Se inizi un discorso con il proposito di informare su qualche novità e dici: “Guess what?”, che può essere tradotto con l’espressione “Sai cosa?”, attento perché potresti imbatterti in una popolare burlata. “Chicken snot” significa letteralmente “il moccio del naso del pollo”, mentre “Chicken pie” è la risposta alla domanda “Guess why?” C’è qualcosa di simile in italiano, quando, per esempio si chiede: “La sai l’ultima?” e l’interlocutore risponde: “Zeta.”.

Up high,

On the side,

On the other side,

Down low… TOO SLOW!

Se non brilli per velocità di reazione, non sorprenderti se ti viene chiesto “Dammi il cinque” e poi il tuo interlocutore ritira la mano all’ultimo momento lasciandoti lì con le parole “too slow!” Con la breve filastrocca qui riportata si accompagna una scenetta che si conclude proprio così:  il giocatore, che propone lo scherzo, ritira la sua mano, inizialmente offerta per essere battuta da quella dell’altro, e in questo modo la persona che viene presa in giro, ci rimane fregata.

 

Insulti in inglese

A volte il litigio va troppo oltre, fino ad arrivare allo scambio di veri e propri insulti. Noi consigliamo di non rivolgerti a nessuno usando le parole che trovi nella lista che segue; e se qualcuno ti chiama in uno di questi modi, ti suggeriamo di limitarti a pensare a questo: lui è sgarbato e maleducato e tu non dovresti perdere tempo con lui.

Crybaby. È un classico. “Crybaby” significa piagnucolone. Questo insulto inglese coincide perfettamente col significato della parola italiana corrispondente: una persona che piange con facilità e senza motivo.

Four eyes. Diversi insulti inglesi alludono alle stesse caratteristiche fisiche che vengono prese di mira in italiano. Per esempio, “four eyes”, quattrocchi, sono le persone che portano gli occhiali.

Minger. Minger spesso viene detto in rima con la parola “ginger”, cioè una persona coi capelli rossi. Evidentemente non capita soltanto in Italia che non si amino granché le persone con le lentiggini e i capelli rossi. A loro si ascrivono, a volte, cattive abitudini e brutte azioni che, in realtà, non hanno mai avuto né hanno mai commesso.

Teacher’s pet. Definiremmo una persona che corrisponde a questo modo di dire, un lecchino. “Teacher’s pet”, cioè, letteralmente, l’animaletto domestico del professore, è una persona che cerca in tutti i modi di compiacere gli insegnanti, a scuola. Il che non sarebbe nemmeno un grosso problema se non fosse che, magari, il “teacher’s pet” a volte gode di un trattamento particolare e capita anche che si rivolga all’insegnante ricordandogli di aver dimenticato di assegnare i compiti. E questo non può essere perdonato. Se vuoi che nessuno ti definisca “teacher’s pet”, vieni a studiare a AllRight, la scuola online per bambini.

Soap dodger. Uno “schivatore di sapone” o, semplicemente, sporco. A quanto pare, che sia necessario lavarsi ed essere puliti, è importante non solo per i bambini italiani, ma anche per quelli inglesi, che non amano, evidentemente, gli sporcaccioni.

Loser. Un perdente è uno che perde sempre. Oppure si tratta di uno che ha perso una sola volta, ma tanto è bastato a definirlo perdente. Inoltre, loser può essere non solo qualcuno che ha perso nell’ambito delle competizioni, ma anche, e forse soprattutto, nella vita: se il poveretto, per esempio, non è arrivato in tempo a prendere l’ultimo hamburger disponibile, non si è seduto su nessun sedile dello scuolabus o non è stato invitato a una festa, beh, è un perdente allora. C’è anche un gesto che è possibile fare, tanto eloquente da essere in grado di sostituire le parole. Piega le dita, mettile a forma di L e posizionale sulla fronte in questo modo:

 

Come rispondere agli insulti in inglese?

Twinkle twinkle little star, how I wish you to be far. Una classica canzone per bambini su una stella splendente, che termina improvvisamente con un dispetto. Un ottimo modo per sbarazzarsi di fastidiosi insulti.

Shut your gob/trap/cakehole. Questo slang inglese è molto simile all’espressione italiana “Chiudi il becco!”, che è possibile dare in risposta a chi ci esprime degli insulti. In inglese, in effetti, si suggerisce proprio di chiudere la bocca, definita “gob”, “trap” o “cakehole”, il che rende la frase “ad effetto” e anche, appunto, simile all’italiano.

I’m rubber, you’re glue. Your words bounce off me and stick to you. È un modo per far intendere che chi si rivolge agli altri insultandoli, in realtà lo fa perché lui stesso rientra in quella categoria. Letteralmente questa frase significa “Io sono la gomma, tu la colla. Le tue parole rimbalzano su di me e si attaccano addosso a te”. Molto spesso viene pronunciata solo la prima parte della frase, giacché tutti conoscono la seconda parte del verso, che fa rima.

Up your nose with a rubber hose. Questa rima può essere usata per rispondere a una frase offensiva. Per esempio:

— Can I have some of your pizza? (Posso avere un po’ della tua pizza?)

— No. (No.)

— Well, up your nose with a rubber hose, then.

“Va bene, allora vai al diavolo”, diremmo in italiano. Se traduciamo letteralmente l’espressione “Up your nose with a rubber hose” suona così: “Nel tuo naso con un tubo di gomma”.

 

Parolacce che dimostrano intraprendenza infantile

Gli utenti del forum Reddit hanno condiviso, con gli altri utenti, alcuni esempi che dimostrano come i bambini, a volte, possano apparire scortesi pur senza volerlo. Data la maggiore sensibilità con la quale i bambini percepiscono la lingua rispetto agli adulti, essi riescono a creare parole nuove, taglienti, in grado di offendere in modo ancora più degli adulti. Relazionarsi, a livello comunicativo, con coetanei degli Stati Uniti o della Gran Bretagna, consente ai bambini di sviluppare la conoscenza linguistica ancor più che attraverso un semplice rapporto con un insegnante italiano, benché dalle competenze molto più ampie. Nei club di conversazione presenti online alla scuola per bambini AllRight, il bambino ha la possibilità di dialogare dal vivo con altri bambini americani e britannici. E ora vediamo, appunto, alcune delle frasi che balenano fuori, per esempio, nei discorsi dei bambini di madrelingua inglese:

I hope Santa brings you a book of manners. Questa frase, che significa “Spero che Babbo Natale ti porti in regalo un libro di buone maniere”, può essere usata per rispondere a chiunque osi rivolgerci anche solo uno degli insulti di cui si è parlato precedentemente.

You see that door? I want you on the other side of that door! “La vedi quella porta? Voglio che tu stia dall’altra parte di quella porta!” disse un bambino di due anni, molto arrabbiato nei confronti della persona che lo aveva aggredito. Ecco un tipetto che sicuramente, in futuro, non si lascerà offendere facilmente!

You talk so much, you could be a radio. Di solito i bambini parlano di più degli adulti. Ma questa frase, che possiamo tradurre con “Pali così tanto, che potresti essere una radio”, è stata pronunciata da un bambino rivolgendosi a suo padre. Forse, a volte, anche i bambini andrebbero lasciati stare in pace e in tranquillità.

Mister, why don’t you sing in a bag and take it home with you? Una ragazzina, rivolgendosi a un cantante di strada, che stava cantando una canzone gli ha detto: “Signore, perché non canti dentro una valigia e te la porti a casa insieme a te?”. Si tratta di una frase che suona decisamente come un insulto, specialmente nei confronti di qualcuno che, magari, è all’inizio e, possibilmente, non ha ancora piena fiducia in se stesso.

 

Non offendere i tuoi amici, ma non lasciarti nemmeno offendere da nessuno. La cosa migliore è venire da noi, alla scuola AllRight, diventare nostri amici e imparare, insieme a noi, tutti gli slang inglesi e tutta la lingua nella sua interezza, con tutte le sue sfaccettature e le sue diversità.

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